
Spesso l’ottimismo è visto come un modo di essere poco realisti e non in grado di vedere le difficoltà contingenti.
Come se noi ottimisti (certo, mi metto anche io nella categoria, e sono fiera di esserci) fossimo dei grandi naïve che se ne vanno in giro col naso per aria, ad osservare le farfalle che svolazzano nel cielo blu, mentre una voragine galattica ci si sta aprendo sotto i piedi.
A parte che se mi si apre una voragine galattica preferisco avere come ultima visione un cielo azzurro e non una paura fottuta… ma a parte gli scherzi, no! Non ci sto più a sentire/leggere queste scempiaggini su noi ottimisti.
Ne sei consapevole?

Siamo tutti capaci di dire che ogni giorno è buono per migliorare, per realizzare i nostri sogni, per fare un passo avanti. Ma cosa siamo davvero disposti a fare?
Hai mai provato la voglia di dire un sacco di cose e non sapere da dove cominciare? A volte parte come un urlo da dentro, il desiderio di scuotere una persona cara che sta facendo cose secondo noi sbagliate o il bisogno di comunicare al mondo intero che le cose non vanno bene così, che si può fare di più.